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Maurizio Calvesi
La leggerezza del colore

in Piero Guccione
Il Cigno G.G. Edizioni 2008

Nel 1984, quando misi insieme per la Biennale di Venezia una mostra che intitolai Arte allo specchio, il mio intento era non solo di confutare l'irresponsabile opinione, allora dominante e in seguito riaffacciatasi anche con maggiore insistenza, che la pittura, tanto più d'immagine, fosse defunta; ma anche di mostrare come, al di là delle violente fratture tra presente e passato (o di qualche programmatico e spesso esteriore "ritorno al museo"), gli artisti del XX secolo avessero talvolta trovato nella storia dello pittura - e potevano continuare a trovare - segrete complicità ...

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Vittorio Sgarbi
Sciclitudine - Modernità  e sentimento della natura di Piero Guccione

in Piero Guccione - Opere 1963/2008
Skira 2008

Ho chiuso tutti i libri per leggere solo il libro della natura, diceva Jean Jacques Rousseau nella Profession de foi. Rousseau non era il solito ignorante, un evangelico povero di spirito che, accampando le scuse più varie, voleva giustificare la renitenza alla lettura. Di libri, Rousseau, ne aveva letti tanti, come pochi altri ...

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Guido Giuffrè
Metafora del mondo

in Piero Guccione. Castello Ursino. Opere dal 1957 al 1999
Il Cigno G.G. Edizioni 1999

La pittura di Guccione è molto conosciuta; è stata vista - senza dire dell'estesa bibliografia - in varie rassegne antologiche (la prima risale al 1971, l'ultima, dedicata ai pastelli, al 1997), nelle innumerevoli personali, persino - i rari privilegiati – negli atelier dell'artista, gelosi e di non facile accesso ...

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Marco Goldin
Variazioni su un silenzio

in Guccione. Pastelli 1974-1996
Electa 1997

È con timore che ancora una volta riprendo a scrivere dell’opera toccante di Piero Gruccione, e quasi di più dovendo introdurre questo libro dedicato esclusivamente ai pastelli, da molti considerati il suo culmine di bellezza e verità. Ora, io non so se sia davvero così, ma resta il fatto che Guccione ha ridato dignità vera a questa disciplina, traendone fuori dalle secche accademiche e dalle improvvisazioni di solo appunto, buone al massimo per i regali di Natale ...

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Flavio Caroli
Nella grandezza, nella qualità

in Guccione. Pastelli 1974-1996
Electa 1997

Il rito è sempre quello. Taxi, aeroporto, check-in, la porta d’imbarco.luci metallizzate, quella strana intonazione luminosa che assumono le cose quando sono viste – conservate – dietro una teca di cristallo. Poi l’autobus, e la breve attesa sotto il mostro luccicante, prima di salirci su. Lame. Riflessi come spade. Una tinta altissima di cielo smaltato, questo sì quasi atonale, come il campo assordante di uno stemma. Distanza. Mistero. Solennità nel tempo: del tempo ...

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Fabrizio D'Amico
Profondissimi spazi

in Guccione. Pastelli 1974-1996
Electa 1997

Quando avvia quasi contemporaneamente i due cicli che lo accompagneranno per tutta la prima metà degli anni Ottanta, il primo intitolato Viaggio attorno a Caspar David Friedrich, il secondo – poco appresso – Dopo il vento d’occidente, Guccione possiede saldamente la sua più alta maturità: una maturità peraltro già avvistata il decennio precedente, dentro un’altra serie, in particolare – l’ Elogio dell’ombra –, nella quale si danno, come in embrione, i dubbi, le scoperte, i passi decisivi che abiteranno, dispiegati, i due cicli venturi ...

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Paolo Nifosì
Gli Iblei, il mare e l'ibiscus

in Guccione. Pastelli 1974-1996
Electa 1997

La scoperta del pastello per Piero Guccione avviene tra il 1973 e il 1974 come mezzo preparatorio per oli, un modo per prendere appunti, di approfondire le possibilità del colore e della luce in stretta relazione con la pittura. Nel 1969 aveva costruito una casa a Punta Corvo dove comincia a fermarsi di più tra la fine della primavera e la fine dell’autunno, non per far vacanza, ma per lavorare, per scoprire e conquistare il mare che ha davanti, la spiaggia, le colline iblee ...

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Enzo Siciliano
Guccione: la pittura della vita

in Guccione
Fabbri Editori 1989

Dal fondo meridionale della Sicilia dove è nato, Piero Guccione ha appreso il sentimento palpitante della luce, una luce sospesa fra terra, mare e cielo, fra linee che si confondono nella prospettiva. Mare e cielo sembrano eclissarsi, e la terra pare il loro compatto supporto di materia.

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Susan Sontag
Guccione arriva in America

in Guccione
Fabbri Editori 1989

Uno dei significati principali del moderno in arte è la sua transnazionalità. Per quasi tutto questo secolo letteratura, architettura, musica si sono sviluppate come un'impresa internazionale, vale a dire moderna. Prendiamo il più grande degli scrittori italiani contemporanei, Italo Calvino: anche se cresciuto su modelli italiani come le Operette Morali di Leopardi, Calvino è il tipico scrittore moderno ossia internazionale ...

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Susan Sontag
Il posto di Guccione

in Guccione
Fabbri Editori 1989

Da alcuni anni ormai sono un'ammiratrice dell'itinerario bello, complesso di Piero Guccione. Un'arte di vasta e raffinata ambizione, ricca di un'intensità di visione personale propria della tradizione modernista, e di una limpida attenzione al non-umano. Ciò che non ne fa un artista totalmente modernista è che la sua opera non propone un rapporto trasgressivo con la pittura stessa ...

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Guido Giuffrè
Le linee del mare e della terra

in Piero Guccione. Le linee del mare e della terra
Carte Segrete 1981

Del soggetto nella pittura di Guccione si è parlato più volte. Nel maggio del 1976, presentando la mostra parigina alla galleria Claude Bernard, dalla quale prende le mosse questo scritto, Dominique Fernandez ha rilevato come l’artista si ponga “non pas devant ce que la Sicilie porrait lui fournir en images varieés, pittoresques et picturales, mais au contraire devant ce qu’elle présente de plus plat, de plus immobiles: les étendues de terres brune et brûllées, la surface figée de la mer”. in verità, a proposito di quel “pittoresques et picturales”, Michel Sager in un testo pubblicato nella medesima occasione aveva distinto: “Di certi luoghi o di certe luci”, scriveva, “Guccione dice che sono ‘pittoreschi’ e non ‘pittorici’”, dando per implicita, anche al di là di categorie estetiche codificate ma non poco fluide, una chiara scelta in favore del pittorico ...

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Enzo Siciliano
A proposito dell'uomo

in Guccione
Il Gabbiano Edizioni 1971

Human concern/Personal torment è il titolo della grande mostra organizzata al Whitney Museum di New York e alla Berkeley University a cavallo tra il '69 e il '70. Successo contrastato. Esquire ha suggerito ai propri lettori: <<Il modo migliore per mantenere una appropriata distanza estetica da quest'arte è schivare il colpo >>. Per l'articolista si tratta di <<vita sputata >>, di << un'immagine dell'oggi, fin troppo concreta>> ...

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